Ottocento

Nel tentativo di presentare un elenco di serie televisive ambientate nell’Ottocento, mi sono resa conto di una cosa che vorrei mettere per iscritto.

Nella maggior parte dei casi quando si parla di serie televisive ambientate nel XIX secolo ci troviamo in Inghilterra, più precisamente nella Londra vittoriana. Un grande contenitore di tutti gli stereotipi relativi all’Ottocento, e testimonianza a posteriori dell’enorme peso culturale-economico-politico che l’Inghilterra colonialista della regina Vittoria ha avuto nel mondo. E che ancora ha nei nostri schermi. Provate a fare mente locale sui film\telefilm che si svolgono nel XIX secolo, e nove volte su dieci il vostro pensiero andrà all’Inghilterra di quel tempo.

Detto questo, le due serie che ho scelto sono appunto, per non allontanarci troppo dagli stereotipi, ambientate nella Londra vittoriana.

Ottocento

| Taboo |

Questo piccolo capolavoro in otto puntate è stato ideato da Stephen Knight (Peaky Blinders), Tom Hardy (che è anche il protagonista della serie) e Chips Hardy, il padre dell’attore. La produzione vede partecipi la britannica BBC1 e l’americana FX, che hanno distribuito la serie nei rispettivi paesi. Siamo nel 1814, James Keziah Delaney torna a casa (Londra) dopo diversi anni passati in Africa a fare non si sa precisamente cosa. L’occasione è la morte del padre (altro losco figuro che di certo non è stata una figura particolarmente tenera), uomo che ha lasciato in eredità al figlio le sue ricchezze e tutte le sue proprietà, compresa la Baia di Nootka, una striscia di terra situata sulla costa occidentale del Canada. Anche se piccolo, questo territorio si trova in una posizione strategica perché permette a chiunque lo possieda di commerciare facilmente con con l’Oriente attraverso il Pacifico.

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Proprio a causa di questa sua utilità, la Baia di Nootka è oggetto di desiderio da parte di uno dei soggetti più famosi dell’Ottocento vittoriano: la Compagnia delle Indie Orientali.

Ho scelto di consigliarvi questa serie televisiva (confermata in ogni caso per una seconda stagione) per diversi motivi:

politica

Il 1814 non è un anno buttato lì a caso nella serie; ci troviamo infatti nel periodo più aspro della guerra tra Inghilterra e Stati Uniti, iniziata già nel 1812. Il conflitto nasce per motivi commerciali; gli inglesi, in guerra con la Francia, impongono la chiusura dei porti Francesi in USA e rendono di conseguenza molto difficile la situazione commerciale degli americani. Oltre a questo, gli inglesi hanno deciso di sostenere i nativi americani contro l’espansionismo statunitense nelle zone dell’ovest e del Canada,  aumentando quindi i motivi di contrasto tra le due nazioni. È in questo esplosivo contesto politico e militare che Taboo si inserisce alla perfezione, perché il protagonista della nostra serie è diventato proprietario della Baia di Nooka (che esiste realmente), una striscia territoriale strategica nel contesto di questo conflitto. Ma indovinate un po’? James Delaney non vuole vendere! E la Compagnia delle Indie farà di tutto per costringere questo povero orfanello a vendere la propria eredità.

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Vogliamo parlare di Jonathan Price nel ruolo del capoccia della Compagnia,  Sir Stuart Strange?
sovrannaturale

Ogni serie televisiva ambientata nella Londra ottocentesca che si rispetti deve possedere una certa dose di sovrannaturale. È un elemento inserito anche in Taboo, ma non rovina la serie perché viene inserito a mio parere con il contagocce e in un preciso filo narrativo della storia. Quale lo scoprirete solo guardandola.

Tom Hardy

Sto seriamente dicendo che lui è uno dei motivi per cui guardare la serie? . È uno degli ideatori, è un bravissimo attore protagonista e logicamente il personaggio di James Dalaney gli è stato cucito addosso alla perfezione; burbero, di poche parole ma tanto espressivo con il resto del corpo -e non è un caso che Nolan nei suoi film lo faccia recitare spesso con delle maschere addosso; i suoi occhi bastano-. E un grande saluto anche a tutto il cast della serie comunque, che è di altissimo livello (chissà quanti di voi riusciranno a capire chi si nasconde nei panni del Principe Reggente).

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Termino qui la mia apologia hardiana e vi invito a guardarvi questa serie televisiva accompagnati da grossi quantitativi di biscotti al cioccolato.

E la seconda serie? Girate pagina!

 

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