A casa di Jane Austen

Chiunque mi conosca anche solo un po’ sa del mio amore per La Scrittrice.

A casa di Jane Austen non è soltanto un bel libro, è un’esperienza. Mi piace molto immaginare gli autori e le loro storie prendermi per mano e accompagnarmi nel loro mondo; è così che nella mia testa funziona l’immaginazione; un viaggio fuori da me e dalla mia quotidianità e dentro un’altra anima, un altro mondo. Vale naturalmente per la narrativa, ma spesso è un discorso che funziona anche per la saggistica. Il libro di Lucy Worsley in questo caso è un meraviglioso viaggio che prende come punto di riferimento le stanze abitate da Jane e che, descrivendole, fa scorrere la vita della scrittrice tra le pagine.

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Illustrazione di Ciaran Murphy

Leggere e trovarmi a camminare nei pressi della canonica di Steventon-per non parlare di Bath, Manydown Park, College Street- sono state la stessa cosa in questi giorni. Worsley diventa biografa di Jane Austen, sua critica letteraria e anche storica del periodo georgiano, quello nel quale la famiglia della scrittrice visse.

L’approccio usato per raccontare la vita di Jane mi ha affascinata molto; intreccia e rimescola continuamente vicenda biografica, vicenda letteraria e storia creando qualcosa di veramente unico. Si parte dalle case, le case che nei romanzi di Jane Austen sono sempre così importanti. Le donne che prendono vita nelle sue pagine tendono certamente al matrimonio, ma insieme a questo l’avere una dimora di cui prendersi cura è altrettanto necessario. Così come per loro, anche per la loro madre (e infatti la Austen parlava dei suoi testi come di figli) avere un tetto sopra la testa è sempre stato in un certo senso lo scopo verso il quale tendere, e ancora di più avere una stanza nella quale scrivere, una stanza tutta per sé.

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Illustrazione di Bistra Misseva

Leggere questo libro è tanto più bello e utile perché nello stesso momento svolge due funzioni: da una parte racconta della vita di Jane Austen in modo realistico (senza la censura dei parenti vittoriani) e dall’altra parte non è mai noioso, nel senso che la biografia è strutturata come un racconto e come un viaggio, sembra di essere seduti in carrozza e spostarsi in un tour per le città e gli spazi della scrittrice.

Le case di Jane non sono mai state veramente sue. Erano della famiglia, dei fratelli, in affitto e temporanee. Erano insomma dei parenti sposati; solo una donna sposata poteva avere il controllo su un’abitazione, poteva vantare una casa veramente sua; Jane, per scelta o per volere del destino, non ha mai avuto questo privilegio. Ha scritto circondata dalle voci e dal baccano di tante altre persone, ha scritto tra una pausa e l’altra dal suo lavoro di baby-sitter non pagata per i suoi fratelli (questo era il destino di una zia nubile), aspetto sul quale Worsley ritorna più volte per evidenziare quanto la “cura dei figli” in epoca georgiana non fosse solo responsabilità esclusiva dei genitori o dei parenti più prossimi, come oggi.

 

Per ogni città e per ogni casa nuove emozioni e nuovi spunti per la scrittura. E nuovi amori meno conosciuti ma altrettanto importanti nella vita della scrittrice -e persino una proposta di matrimonio, ma non vi svelerò il fortunato-.

Ciò che in definitiva ho più amato di questo libro è la nuova consapevolezza in relazione ai libri di Jane Austen. Un romanzo lo si legge e lo si ama per come è scritto, per la storia che racconta e qualche volta anche per il messaggio che trasmette al lettore. A casa di Jane Austen ha fatto qualcosa in più; ha legato in modo indissolubile i romanzi alla vita della scrittrice, mi ha fatto scoprire il significato dei personaggi, delle situazioni, delle stesse storie in rapporto a ciò che Jane stessa ha vissuto.

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P.S. Ci sarebbero tantissimi altri temi di cui parlare:

  • La crescita dei bambini in epoca georgiana che non era ristretta ai genitori ma alla comunità intera (e che mi ha fatto pensare al saggio di Jessa Crispin Perchè non sono femminista, che affronta questo argomento e del quale ho parlato qui).
  • Il rapporto di Jane con sua madre e con la famiglia in generale.
  • Il rapporto di Jane con la sorella Cassandra.

…parlerò di questi argomenti. Magari quando scriverò dei libri di Jane, ma non saranno dimenticati.

Casa Editrice: Neri Pozza

Prezzo: 19 euro

 

 

 

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