Tutta la solitudine che meritate

“-Descrivimi la tua Italia- è una richiesta sensata; -Descrivimi la tua Islanda- lo è meno. L’oggetto Islanda, nei suoi pochi ingredienti essenziali, s’impone sui soggetti, vale a dire che non c’è niente che voi dobbiate interpretare, è tutto limpido: semmai è lui, l’oggetto, che interpreta voi”.

Il nord europeo ha sempre esercitato un certo fascino su di me. Grandi uomini e grandi donne ricoperti di pellicce che ad un certo punto decidono di entrare nella latinissima storia dell’ Occidente, cambiandone il volto. Le navi affilate, il coraggio, la mitologia si fa largo nelle historie europee dell’epoca nel peggiore dei modi: flagelli di dio, distruttori, avidi, crudeli. È per difendersi da loro che in Europa cominciano ad essere costruiti i primi castelli.

Senza dio, anzi; senza l’unico dio possibile in un’Europa dominata dal cristianesimo. Ma con una mitologia che fa invidia al Pantheon greco.

Tutto questo per dire che la mia passione nordica ha radici profonde. L’ Islanda però è capitata per caso. Alla ricerca di una possibile meta per il viaggio di laurea, la piccola isola ventosa è sembrata una possibilità da prendere in considerazione: a nord quanto basta, lontano dalle classiche metropoli europee quanto basta, freddo quanto basta.

Quello in Islanda è un viaggio che non si dimentica, anzi. Si continua a ricordarlo una volta tornati a casa quando c’è bisogno di ritrovare la pace. È assolutamente necessario scegliere molto bene la\il compagna\o di viaggio, perché il silenzio è una componente fondamentale per apprezzare questo paese, i suoi paesaggi, i suoi rumori.

immagine libro

Molte delle profonde emozioni che ho provato durante il mio viaggio in Islanda le ho inaspettatamente ritrovate nel libro di Giunta e Silva. Non a caso la solitudine è parte del titolo. Anche se in due, in tre, in gruppo, ci sono aspetti dell’Islanda che conquistano tutti, ma di cui ognuno fa un’esperienza particolare. Lo stesso fascino di tramonto senza fine può essere conservato nella memoria di due persone come un’esperienza completamente diversa. Dunque il viaggio islandese si fa in compagnia e in solitaria allo stesso tempo.

Il libro di Giunta e Silva è diviso in tre sezioni: la prima è quella propriamente dedicata al viaggio. L’aspetto che ho apprezzato molto è che non si tratta di un Ode all’Islanda” in toni sdolcinati. La descrizione del viaggio fatta da Giunta è semplice, scorrevole, divertente.

L’amore nei confronti di questo paese è una componente che rimane quasi nascosta tra le parole ma che si sente nel tono affettuoso del narratore, del viaggiatore senza pretese che racconta la sua Islanda. Una panoramica interessante che fortunatamente non si perde nella narrazione interminabile dei paesaggi, anche perché sarebbe impossibile darne una descrizione adeguata, la natura islandese va vista, non letta.

tramonto

L’Islanda di Giunta è fatta di persone, di incontri -il che sembra strano dato che la densità di abitanti per chilometro quadrato raggiunge un solitarissimo numero di 3 persone-; egli guida il lettore nella descrizione ironica dei luoghi e della storia di questo paese, dalla colonizzazione più antica alla crisi economica del 2008, all’intensa attività culturale che fa di tutti gli islandesi degli artisti( musica, arte, letteratura, teatro).

La seconda parte del libro è invece dedicata alle immagini. Paesaggi dopo tutto è il titolo della rassegna di foto islandesi. Così come il viaggio di Giunta è popolato da tipi umani sempre diversi, l’Islanda di Silva è dominata da un silenzio ammirato. I paesaggi naturali dominano l’obiettivo; montagne, geyser, ghiacciai, case enormi ma che si stagliano imponenti e sole nel nulla islandese, cascate.

Casa editrice: Quodlibet Humboldt 

Prezzo: 16 euro

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