Isola

il

20171117134237_6437.jpgSiri Ranva Hjelm Jacobsen, come la protagonista del suo romanzo, è nata e cresciuta in Danimarca da una famiglia di origine faroese. Anche lei, ad un certo punto, deve aver cominciato a sentire nostalgia di una patria alla quale non è mai appartenuta.

 

 

Non so esattamente quanto di autobiografico ci sia in questo romanzo d’esordio, ma è di sicuro forte l’amore che l’autrice e la protagonista della storia provano nei confronti delle Isole Fær Øer. Il romanzo ruota intorno a queste terre circondate dall’acqua dalle quali i personaggi si allontanano, alle quali ritornano, di cui sentono la mancanza, alle quali vorrebbero appartenere.

Ed è proprio da questo che Isola prende avvio:

Recuperammo le nostre valigie e la macchina in affitto. Venire Quassù era stata un’idea di mia madre. Sentiva il bisogno di tornare a casa dopo tutti quei funerali, aveva detto […]. Sapeva benissimo che il bisogno era il mio. Lo avevo espresso. –Non so nemmeno pronunciare il mio nome-. Così aveva organizzato quel viaggio.

È grave. Conoscere la tua terra d’origine solo come meta delle vacanze. Certo ci sono dei ricordi importanti che si sono sedimentati nella memoria durante gli anni: luoghi, oggetti, persone. Ma è qualcosa che dentro il cuore della protagonista in qualche modo perde importanza quando si rende conto che non può chiamare le Isole Fær Øer  la sua patria. Il suo luogo d’origine come era stato quello dei suoi nonni.

Sua madre ha un legame particolare con quelle terre –letteralmente. Il terreno, i fiori, l’aria che la circonda, le rocce- ma lei, la giovane protagonista grazie alla quale il viaggio ha avuto inizio, no. E del resto nemmeno la Danimarca può essere chiamata patria , terra che l’ha accolta perché non poteva fare a meno. Ma che la protagonista non sente come profondamente sua. L’anima della famiglia è ancorata alle Fær Øer.

Da qui il dolore, la nostalgia, il desiderio di trovare nell’Isola la sua Itaca.

2018-23-03-23-32-22.jpeg

Se non fosse stato per la tua Omma

È il ritornello che la protagonista si sente ripetere da una vita. È abbi a dirlo, il nonno con il quale ha un rapporto speciale e che proprio in virtù di questo le ha insegnato la nostalgia di casa. Se non fosse stato per Marita (la nonna), Fritz (il nonno) sarebbe tornato alle sue amate isole. La Danimarca era la soluzione pronta in tempi di magra, era la terra nella quale formarsi per poi tornare in patria e realizzare i propri sogni, era la terra nella quale sarebbe stato pienamente felice e non sarebbe crollato nell’alcool. Le Fær Øer sono tutto questo nella mente di Fritz. L’isola contiene tutte le magnifiche creature nate dai Se, dalle possibilità mancate. Ma sarebbe stato veramente così?Le isole di cui aveva nostalgia non avevano una posizione geografica. Io lo sapevo, e di sicuro lo sapeva anche omma. Che quella di abbi era una patria fluttuante”.

E perché Marita aveva voluto restare? Senza scendere troppo nel dettaglio, l’unica cosa che mi viene da dire è che omma ha avuto i suoi motivi per non tornare, motivi che vengono raccontati da Jacobsen con una delicatezza impalpabile.

Ed è anche questo l’ultimo ma non meno importante aspetto sul quale vorrei fermarmi nel descrivere la bellezza di questo libro. La scrittura di Jacobsen è fatta di immagini. È uno stile che si avvicina per certi versi molto di più alla poesia che alla narrativa, ma questo solo perché siamo abituati a descrizioni molto più lunghe, molto più dettagliate. In questo libro è come se Jacobsen ci parlasse di un paesaggio nominandone solo i colori. E tuttavia noi riusciamo comunque a rimanerne impressionati.

I luoghi, gli oggetti, le persone richiedono poche parole per vivere all’interno di questo romanzo. C’è in particolare una frase che mi ha colpita perché è breve, concisa e allo stesso tempo rende la bellezza di questo romanzo, e con questa chiudo:

La primavera era arrivata presto, di colpo le sembrava di ricordare. Alla fine di marzo il vento era caduto come la crosta di una ferita”.

Casa Editrice: Iperborea

Prezzo: 17 euro

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...